finalmente gli gnomi dormono....
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Ecco ora ho un pò di tempo per presentarmi...
Racconterò di me via via...come si sgrana un melograno...piccoli pezzetti di vita vera...per rivelare la "vera me".
Capitolo 1 - Il giorno in cui ho capito cosa fosse la pubblicità!
...Pochi scalini conducono alla basilica inferiore...l’aria densa e carica di umori...preghiere silenziose galleggiano tra i respiri...
Eccola: La tomba del Santo...
Tutto il mondo sembra racchiudersi in ginocchio intorno alla nuda roccia perno e fulcro dello spazio circostante...
Mani giunte e capo chino...buio e luce tremula di mille e mille candele votive...
Nel silenzio saturo di aspettative e risposte...la voce incerta e acerba del mio bambino, allora non ancora tre anni, intona:
"...tanti auguri a..te...”
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Intendi il "tanti auguri" dello spot con le candeline... suppongo. Non il ben pur ben noto Happy Birthday....
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bè il mio bimbo non parlava ancora inglese...
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intendo la melodia... non posso cantare qui capuiscimiiii!. Intendo, cantava Lassol la do re (basso) - o Doddoredo sol fa, doddo re do la sol?
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...ccipicchia! Aspè che prendo il pentagramma...
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Ti cantiamo il nostro benvenuto!
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tutti in coro allora...ops..lì in fondo c'è qualcuno che stona!
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E intanto non mi hai risposto... Ma credo di aver capito comunque...
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scusa Babil...mi ero distratta...la prima che hai detto!
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Ananassa, spero che il tuo capitolo 1 sia solo l'inizio di una lunga raccolta di pezzetti di vita vera. Domanda di rito: quando potremo leggere il secondo?
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ti accontento subito allora....sperando di non annoiare.....
Capitolo 2: le mie prime sbornie...
La nonna di mio padre, fin quando ha potuto, vendeva pulcini alle fiere e ai mercati. Ne aveva una cesta piena sotto al letto. Se dormivi da lei al mattino potevi sentirli pigolare, prima piano piano e poi sempre più forte...
Viveva da sola in un’unica stanza che dava su un ampio cortile. Antiche costruzioni di pietra lavica, nere, fredde d’inverno. Anche il cortile, di forma circolare irregolare, era lastricato con la stessa pietra.
Vedova di guerra, si era ingegnata come poteva per tirar su’ i suoi due figli. La primogenita le aveva dato sette nipoti, i quali a loro volta avevano procreato un numero sempre crescente di pronipoti..
La Domenica d’estate ci si incontrava tutti li’, in quel cortile che sembrava fatto apposta per le nostre affollate riunioni familiari.. Sedie di tutti i tipi venivano disposte a semicerchio, sedie di legno e paglia, qualcuna sfondata, qualcuna traballante...qualche vicolo piu’ avanti si fittavano sedie, prezzi modici...
Noi bambini ci gustavamo la nostra liberta’, scorazzavamo da un punto all’altro del cortile che ci sembrava immenso...dopo aver riscosso la nostra parte di caramelle e monetine che la bisnonna dispensava con generosita’, non disdegnando di darne di piu’ ai suoi preferiti...
Al calar della sera, la cena era sempre la stessa, zuppa di cozze e vino rosso. La zuppa era piccantissima, bruciava la lingua e la gola come lava rovente... Noi bambini restavamo a bocca aperta sperando che la frescura serale riuscisse a placare quell’inferno che ci scoppiava dentro... Poi il sorso di vino che toccava a tutti, anche ai piu’ piccini.. perche’ il vino faceva sangue... E noi li’ in fila a ricevere la nostra razione, come un’ostia pagana e selvaggia.
L’alcool faceva divampare la sensazione di fuoco che ancora dimorava nelle nostre piccole bocche...poi pian piano placava ogni cosa....e saliva su’...su’...le nostre teste giravano all’impazzata e le gambe non potevano fare a meno di seguirle...oddio...l’unico modo per non cascare era assecondare i movimenti...o tutti a terra oppure...tutti per mano in un allegro, pazzesco girotondo da ubriaconi...giro giro tondo casca il mondo...oddio uno lascia la presa della mano... opssss...preso al volo....e... cento cinquanta la gallina canta.....
mentre gli adulti si infervoravano, grazie anche al vino, nelle chiacchiere e nei pettegolezzi, noi smaltivamo cosi’ la nostra sbornia....
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Zuppa di cozze e vino rosso in cortile? Un ricordo onirico, fatto di cibo, compagnia e del piacere di entrambi. Bello. Lascio il tempo che gli altri leggano il secondo capitolo, ma già mi prenoto per il terzo.
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Quello che racconti mi è molto famigliare, non tanto per i pulcini, che mia nonna invece aspettava il momento giusto per farli arrosto, ma per quel che riguarda le cozze e il vino rosso. I miei vecchi ci tiravano su a peperoncino. (bellissimo il gesto dei nonni di pucciare il dito nel bicchiere e passarlo sulle labbra del neonato di turno, così crescendo avrebbe mangiato di tutto e non avrebbe mai avuto mai mal di pancia. E devo dire che con i miei figli ha funzionato). Il peperoncino era quell'antidoto naturale che ti permetteva di passare indenne dai malanni di stagione (anche se a volte il malanno aveva la meglio), in compenso mi ricordo quando andavo a scuola, in inverno con la neve che scricchiolava sotto le suole e con la mia bella gonnellina plissettata, calzini e ginocchia nude rosse rosse per il freddo. Ma non mi ricordo mai un raffreddore. Non so se è stato il peperoncino, ma ora che io stò attenta a non metterlo quando cucino, i miei figli hanno sempre il naso che gli cola, nonostante i pantalone felpati all'interno e le calzamaglia di lana!
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benvenuta! A me da piccola il vino era proprio vietato. Una volta a tre anni a una festa mi ero bevuta tutti i residui di champagne di bicchieri lasciati dagli ospiti in un carrello. Poi sentendomi stordita sono andata da mia mamma "mamma... sono briaca". Da allora mi hanno raccontato che se bevevo vino si vedeva perchè mi venivano dei puntini rossi sul viso, e io ci ho creduto. AhAh
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Ananassa, ma gli gnomi non dormono più?
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grazie Buba, il tuo paperotto mi fa troppa simpatia!! questo sembra essere diventato il forum degli allegri alcolisti! Alemeux...gli gnomi son sempre all'erta...mi controllano e arrivano di soppiatto! Presto vi delizierò con il Capitolo 3...un pò di pazienza...
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Capitolo 3: per non dimenticare
questa è una storia triste. Una storia fatta di adolescenza e di dolore, di crescita e di scoprirsi "diversi".
Alfonso aveva capelli rossi ed era alto e magro. Silenzioso, lui era in quinta ed io in quarta superiore nel mitico Istituto D'arte! Eravamo tutti un pò eccentrici, erano gli anni ottanta e noi eravamo l'antitesi dei paninari! Jeans strappati e scarpe di diverso colore...
Alfonso aveva uno sguardo triste e disegnava da dio... trasformazioni e voli, uomini che divenivano api regine e cose simili...Metamorfosi...
Camminava spesso mano nella mano con una ragazza e parlavano fitto fitto ma dicevano di essere solo amici. Poi un giorno divenne il ragazzo della mia migliore amica. Lei era al settimo cielo, lui era carino, gentile, interessante...mi faceva una testa così. Un giorno Alfonso sparì, lo cercammo ovunque, inutilmente... Dopo tre giorni trovarono il suo motorino e il suo corpo giù a uno strapiombo: si era tolto la vita! Iniziarono ad arrivare le lettere che aveva spedito prima di sparire, alla famiglia, alla ragazza, agli amici... comparve il suo diario dove preannunciava quanto avrebbe poi fatto... Alfonso amava, amava un uomo e non riusciva a smettere di vergognarsi del suo sentimento... si sentiva sporco ed incapace di convivere con i suoi impulsi, soprattutto non avrebbe mai avuto il coraggio di confessarlo alla sua famiglia... così spicco il volo, lasciando tutti noi nel più profondo sconforto e nella più tragica impotenza...
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non dimenticherò mai Alfonso e i suoi capelli rossi, il suo sguardo triste e il suo triste sorriso...il suo modo di inclinare leggermente il capo quando lo salutavi...ma soprattutto non dimenticherò mai le meravigliose creature che abitavano nei suoi pennini e che lui abilmente portava in vita...
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Ananassa, le tue memorie di vita vissuta, i piccoli pezzeti di vita che stai raccogliendo, ci regalano momenti autentici, ironici, intensamente malinconici, a volte drammatici... momenti di vita vera. Grazie.
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grazie a chi raccoglie le emozioni nel giardino della mia vita...Alemeux temo però che tu apprezzi più il mio scrivere che le mie ADS...devo cambiare mestiere?
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Beh, anche il mestiere dello scrittore ha un suo fascino... o sbaglio? Presentazioni, conferenze, recensioni. Avresti dovuto vedere Alessandro Baricco qui a Tokyo qualche settimana fa. Centinaia di adoratrici e adoratori in fila per ore, in attesa di un suo autografo sul libro. Hai mai visto chiedere un autografo a un creativo? Aspetto il prossimo capitolo...
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hai abilmente eclissato la mia domanda...trarrò le mie conclusioni dalla tua diplomatica risposta! sei un gran furbetto però!
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intanto hai postato una Ad di Figurella che spacca tutto... Non so dove hai reperito la foto, ma spero di cuore che non te la cassino!
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Ananassa, se scopro che stai trascurando i tuoi pezzi di vita per contattare Intimissimi... allora non contare più su una buona recensione in quarta di copertina.
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Alemeux...ho un pezzetto di vita un pò scomodo...pericoloso e tagliente come un coccio di vetro, sto decidendo se è il caso...
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