Piccola impresa quotidiana
Siamo ad una cerimonia del tutto simile alla partenza del tedoforo, che porta la fiamma olimpica in giro per il mondo. Ma anziché la celebre torcia, il funzionario consegna al primo atleta della lunga staffetta la linguetta di aggancio della cintura di sicurezza di un seggiolino per bambini. L'atleta parte tra gli applausi, portando in alto la linguetta con la sua cintura, della quale non vediamo mai la fine.
Si susseguono gli atleti, che si scambiano, in scenari sempre diversi, questo strano testimone: una ragazza al tramonto sulla spiaggia, un giovane keniota in mezzo alla savana, un anziano per le strade di Roma. Tengono alta la linguetta, seguita dalla scia della cintura che immaginiamo così di lunghezza infinita.
La scena raggiunge un climax quando la linguetta viene consegnata ad una donna in tuta, che più che un'atleta sembra una semplice mamma in tenuta casalinga.
La donna è l'ultimo tedoforo.
Seguendo il suo percorso entriamo in uno stadio stracolmo di gente, tra cui riusciamo a distinguere donne in apprensione, padri entusiasti, nonni in lacrime.
La donna raggiunge il centro dello stadio dove c'è un allegro e rubicondo poppante comodamente seduto nel suo seggiolino. La folla è in tripudio.
La donna in lacrime si piega sul piccolo.
Close up sulla fibia di ancoraggio.
La donna aggancia la linguetta.
Ovazione.
La donna allarga le braccia in segno di vittoria.
Claim: “La sicurezza dei bambini è la nostra piccola impresa quotidiana.”
Riappare la madre, vestita per uscire, che compie lo stesso gesto, allegra, col seggiolino ben posizionato nel sedile posteriore della macchina.
Claim: “A noi costa poco. Per loro significa tanto.”
Close up sul bambino tranquillo e beato.
Registrati o accedi per commentare